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Eventi  2005 - 2006

Rassegna Stampa questione Invalsi

INTERPELLANZE ED INTERROGAZIONI Martedì 13 giugno 2006 (file word)
TESTI ALLEGATI ALL'ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 10 di Martedì 13 giugno 2006
INTERPELLANZE ED INTERROGAZIONI

A) Interpellanza ed interrogazione
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'istruzione, per sapere - premesso che:
la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo n. 8 di Bologna, dottoressa Balboni, in un primo tempo, si è rifiutata di applicare la normativa esistente per quanto riguarda i test Invalsi;
l'interpellante ritiene che chi ha responsabilità nella scuola, specie in Emilia-Romagna, dove le pressioni indebite degli enti locali e dei sindacati sono fortissime, deve fare prevalere il senso dello Stato ed il supremo interesse delle giovani generazioni rispetto a meschini calcoli di parte o di rivendicazione ideologica;
il problema delle eventuali sanzioni disciplinari nei confronti della dirigente scolastica dell'istituto pone, in effetti, la questione della violazione della legislazione scolastica e, in particolare, dei vari provvedimenti attuativi della cosiddetta «riforma Moratti» boicottati pesantemente, se non ostacolati, in questi anni da parte del corpo docente di sinistra e della dirigenza, condizionati pesantemente dalla Cgil scuola. Ancora oggi il sindacato minaccia fuoco e fiamme su un'eventuale applicazione di un provvedimento disciplinare, che, oltre ad essere sacrosanto, non può più essere sospeso;
i continui richiami ad un codice etico ed al rispetto delle leggi da parte della sinistra sono stati, secondo l'interpellante, palesemente disattesi in tutto questo arco di tempo nel settore scolastico, dimostrando così, sempre ad avviso dell'interpellante, una certa volontà ideologica e quello scarso senso delle istituzioni che caratterizza una determinata parte politica;
è stato persino affermato che «i provvedimenti disciplinari contro la dirigente in questione miravano a colpire chi in questi anni si è opposto alla riforma Moratti», quasi che il corpo docente avesse il potere di non applicare la legge;
infine, risulta all'interpellante che sono state esercitate pressioni indebite sulle famiglie per la sottoscrizione di un atto di solidarietà alla suddetta dirigente -:
se non intenda adottare le iniziative di competenza a tutela della dignità della scuola e delle istituzioni.
(2-00008) «Garagnani».
(31 maggio 2006)

ZANOTTI, LENZI, SASSO e DE SIMONE. - Al Ministro dell'istruzione. - Per sapere - premesso che:
il collegio dei docenti dell'Istituto comprensivo n. 8 di Bologna, in data 6 ottobre 2005, chiese all'unanimità di mettere ai voti una delibera che rifiutava la somministrazione dei test Invalsi;
la dirigente scolastica, dottoressa Balboni, comunicò al centro servizi amministrativi la situazione creatasi e chiese indicazioni su come procedere;
il centro servizi amministrativi, in data 14 dicembre 2005, d'intesa con la dirigente dell'ufficio VII della direzione scolastica regionale, invitò la dirigente scolastica a disporre un calendario suppletivo e ad emanare «in caso di atteggiamento persistente negativo da parte dei docenti, appositi ordini di servizio»;
in seguito ad emissione da parte della dirigente di numerosi ordini di servizio, le prove Invalsi furono somministrate in data 11, 12 e 13 gennaio 2006;
in data 4 aprile 2006, la dottoressa Severino, responsabile dell'ufficio legale, contenzioso e disciplinare della direzione scolastica regionale, ha fatto pervenire alla dirigente Balboni una contestazione di addebito, datata 23 marzo 2006, che attribuisce alla stessa «l'inottemperanza a disposizioni normative, a direttive ministeriali e regionali, nonché mancato esercizio dei poteri di direzione, coordinamento e controllo», che configura un quadro di «gravi responsabilità dirigenziali che, a norma dell'articolo 21 del decreto legislativo n. 165 del 2001, è tale da costituire giustificato motivo di revoca dell'incarico»;
la suddetta iniziativa della direzione scolastica regionale (si vedano molteplici articoli di stampa) ha creato un clima di tensione all'interno della scuola bolognese, che ha sempre avuto una tradizione democratica e partecipata, basata sul principio di collaborazione fra le diverse componenti e finalizzata all'attuazione degli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione, destando la preoccupazione che l'azione posta in essere dalla direzione scolastica regionale possa assumere l'aspetto di un'intimidazione politica nei confronti delle scuole e del personale che hanno manifestato apertamente le loro critiche ai provvedimenti del Ministro Moratti;
ad avviso delle interroganti, quanto riferito in premessa deve essere analizzato sotto i seguenti profili:
a) avvio immotivato di un'azione disciplinare a fronte dell'avvenuta somministrazione delle prove Invalsi;
b) mancato riconoscimento dell'autonomia della scuola e delle istituzioni scolastiche;
c) mancato riconoscimento del principio di gestione democratica e partecipata della scuola, ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994;
d) mancato rispetto del principio costituzionale della libertà di insegnamento;
e) atteggiamento teso ad imporre per via gerarchica l'applicazione non condivisa di disposizioni non suffragate dalla legislazione in vigore -:
se non ritenga necessario ed urgente verificare la correttezza del comportamento dell'ufficio scolastico regionale, in base al principio di leale e corretta collaborazione fra l'amministrazione e le autonomie scolastiche.
(3-00028)
(6 giugno 2006)
(ex 5-00006 del 23 maggio 2006)

Svolgimento di interpellanze e interrogazioni (ore 16)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze e interrogazioni.

(Questioni connesse all'applicazione della normativa sui test Invalsi presso l'Istituto comprensivo n. 8 di Bologna - nn. 2-00008 e 3-00028)
PRESIDENTE. Avverto che l'interpellanza Garagnani n. 2-00008 e l'interrogazione Zanotti n. 3-00028, che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 1).
L'onorevole Garagnani ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00008.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, in particolare - ciò che dirò riguarda direttamente l'interpellanza - desidero rivolgermi e lanciare un appello alle forze politiche popolari della maggioranza, affinché abbiano la forza di riconoscere il valore della politica che, pur nella differenza delle posizioni, richiede la capacità di comprendere...

KATIA ZANOTTI. Basta!

FABIO GARAGNANI. Quello che sto dicendo è strettamente connesso all'interpellanza, se mi lasciate continuare capirete.

SANDRO BONDI. Dov'è il vostro amore per il confronto politico?

LIONELLO COSENTINO. No, per le regole Bondi!

PRESIDENTE. Onorevole Bondi, lasci proseguire nell'illustrazione dell'interpellanza (Commenti del deputato Bondi)! Onorevole Bondi, la richiamo all'ordine!

ELIO VITO. Richiami loro!

PRESIDENTE. Anche loro! Onorevole Garagnani, prosegua pure.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, sono stato interrotto da alcuni colleghi della...

PRESIDENTE. È stato interrotto dall'onorevole Bondi.

ELIO VITO. No!

FABIO GARAGNANI. No, mi hanno interrotto alcuni colleghi!

PRESIDENTE. Ora vada avanti ...

FABIO GARAGNANI. Come dicevo, il valore della politica richiede la capacità di comprendere le ragioni degli altri e di rispettare i valori nei quali gli avversari, anche i più lontani, si esprimono.
Il vostro silenzio sarebbe una grave sconfitta della democrazia, della comprensione reciproca, del significato nobile e alto della politica che, come ha ricordato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per recuperare il suo posto fondamentale ed insostituibile nella vita e nella coscienza dei cittadini deve rifuggire da esasperazioni e immeschinimenti che ne indeboliscono la forza di attuazione e di persuasione e deve invece esprimere moralità - lo ripeto, moralità -, arricchendosi di nuove motivazioni ideali.
Alla luce di questa riflessione - che condivido pienamente (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia) e che, ovviamente, ritengo essere alla base delle giuste osservazioni del nostro coordinatore nazionale, onorevole Bondi, del capogruppo e del vice coordinatore, onorevole Cicchitto - vi illustro la mia interpellanza che, non a caso, fa riferimento preciso ad alcune delle riflessioni avviate in questa sede. Essa, infatti, riguarda una situazione di oggettiva intolleranza e di violazione sistematica della legge - nei confronti della riforma Moratti - che in questi cinque anni, ma soprattutto nell'ultimo anno, ha preso piede nella mia regione, l'Emilia Romagna.
Quindi, colleghi, le cose che ho appena detto collimano perfettamente con quanto affermato in precedenza. La gravissima e sistematica demonizzazione del Presidente del Consiglio dei ministri, portata a compimento attraverso un giornale estero - i premier di Francia ed Inghilterra non avrebbero ritenuto opportuno esprimersi nei confronti del proprio paese attraverso un giornale estero -, è stata posta in essere anche nei confronti del ministro della pubblica istruzione in modo sistematico, settario e fazioso.
La mia interpellanza trae origine da un fatto di cronaca avvenuto a Bologna, la punta dell'iceberg di una situazione più diffusa in Emilia Romagna. Una dirigente scolastica si è rifiutata di applicare i test Invalsi previsti per le scuole di ogni ordine e grado, in particolare per l'istituto comprensivo n. 8 di Bologna, ricevendo prima una richiesta di colloquio e una sanzione, come prevista dai regolamenti, dalla direzione scolastica regionale; i giornali ne hanno parlato come pure ne ha parlato l'intera società civile.
Personalmente, come ho osservato anche nell'interpellanza, ritengo che questa vicenda non rappresenti un fatto isolato, ma sia la punta dell'iceberg di una situazione che vede la totale disapplicazione della normativa esistente - a proposito di valore etico e di rispetto della legge! - che, in questo caso, si è evidenziata attraverso proteste anomale dei sindacati, che sono arrivati a minacciare la dirigenza scolastica regionale, e lettere collettive dei bambini che frequentavano l'istituto comprensivo - 800 bambini -, molte delle quali (al proposito sono in possesso delle dichiarazioni dei genitori) sono state imposte dal collegio dei docenti e dai genitori più politicizzati.

FRANCESCO FORGIONE. È una tragedia!

FABIO GARAGNANI. In questo contesto, addirittura un dirigente dello Stato ha dichiarato che gli eventuali provvedimenti disciplinari sono stati adottati perché quella dirigente si è rifiutata di applicare la legge dello Stato. Colleghi, vi invito alla lettura dei verbali, degli atti e dei giornali. Se siamo arrivati al punto che un funzionario dello Stato si rifiuta di applicare una legge dello Stato ed afferma di essere stato sanzionato per questo, vuol dire che lo Stato di diritto non esiste più e che l'Emilia Romagna si considera avulsa, estranea alla legislazione italiana e libera da ogni condizionamento (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Padania).
Guardate che queste non sono affermazioni mie, ma sono state riportate, tra virgolette, sulla stampa di ogni tendenza politica, come pure le dichiarazioni dei genitori che, per amore di quieto vivere, sono stati costretti a sottoscrivere una lettera di solidarietà a questa dirigente.

KATIA ZANOTTI. È falso, Garagnani!

ELIO VITO. Presidente, la richiami!

KATIA ZANOTTI. Sei fazioso.

FABIO GARAGNANI. Zanotti, lei sta mentendo sapendo di mentire, sta mentendo sapendo di mentire (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)! La nostra regione è piena di queste situazioni, tanto che quando ho chiesto all'ufficio contenzioso della direzione scolastica regionale gli atti che riguardano questa dirigente, non mi è stato ancora risposto...

KATIA ZANOTTI. Ma è ancora in corso.

ELIO VITO. Ma chi è che risponde?

FABIO GARAGNANI. ...e alla fine mi è stata chiesto, dopo cinque richieste, sulla base di quali motivazioni avevo diritto di verificare gli atti e l'istruttoria che avrebbe portato al provvedimento sanzionatorio. Ho risposto che il mio diritto si basa sul mio dovere di parlamentare dell'Emilia Romagna, perché è un procedimento pubblico e sull'interpellanza presentata al Parlamento.
Ancora oggi (ho con me la richiesta), non ho avuto la possibilità di verificare la documentazione, perché mi è stato detto che vi sono pressioni, da parte della CGIL scuola e di tutto l'ordinamento scolastico dell'Emilia Romagna, volte a circoscrivere questo fatto, a limitarlo e, soprattutto, a vanificare la possibilità di esprimere una sanzione nei confronti di una dirigente scolastica che non ha fatto il proprio dovere (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega Nord Padania).
Al di là dei sentimenti personali nei confronti del viceministro Bastico, debbo sottolineare che lei, nel passato, si è resa protagonista di iniziative volte a boicottare pesantemente la legge di riforma della scuola superiore, compresa la sperimentazione scolastica. Anche questa vicenda è emblematica. Un assessore che si è opposto, non in termini politici ma di diritto, di fattualità, ai decreti attuativi della legge invitando i docenti - ripeto i docenti - a non applicare nelle scuole la sperimentazione, dimenticandosi che fa parte...

LIONELLO COSENTINO. È la devolution.

FABIO GARAGNANI. Lei stia zitto e mi lasci finire!

PRESIDENTE. Onorevole Garagnani, dell'ordine dei lavori rispondo io che sono il Presidente. Lei sviluppi la sua interpellanza rivolgendosi alla Presidenza e non provochi altri.

FABRIZIO CICCHITTO. Ma è lui che interrompe!

GIORGIO LAINATI. Non sa fare il Presidente! Non l'ha mai fatto!
Non sai fare il Presidente!

FABIO GARAGNANI. Presidente, nella mia interpellanza questi sono tutti punti scritti e quindi non sto esulando. Descrivo punto per punto una situazione di disagio globale e desidererei, allora non essere interrotto.

GIORGIO LAINATI. Non è capace di fare il Presidente!

FABIO GARAGNANI. Questa situazione di disagio non è denunciata soltanto dal centrodestra, ma anche da esponenti della sua parte politica, signor Presidente, che lamentano un'eccessiva politicizzazione che sta caratterizzando la scuola in Emilia Romagna, la mancanza di libertà e di espressione di quelle componenti scolastiche (docenti, non docenti e famiglie) di fronte ad un'irreggimentazione che ha preteso di creare, in Emilia Romagna, una scuola a se stante con i risultati che abbiamo visto: un'alta conflittualità ideologica, la mancanza di un autentico pluralismo scolastico, ma soprattutto la mancata applicazione della legge di riforma in aspetti che sono qualificanti e, aggiungo, obbligatori.
La legge può piacere o meno (il Presidente prima ci ha richiamato al rispetto del regolamento, e colgo l'occasione), ma deve essere applicata. Non può essere disapplicata. Non vi può essere la teorizzazione esplicita della disapplicazione della legge, mentre questo è ciò che si è verificato, purtroppo, con la debolezza o la connivenza della dirigenza scolastica od almeno di molti esponenti della medesima.
Allora, l'interpellanza chiede se, in uno Stato di diritto, la legge possa apparire pleonastica, pur non essendo tale. La legge deve essere rispettata e fatta rispettare! Non si sta facendo una caccia alle streghe, si sta chiedendo soltanto di far rispettare la legge!
Nel caso in questione, determinate violazioni della legge sono accertate! Quelli illustrati dai giornali sono atti pubblici e la violazione della legge c'è stata, perché la mancata applicazione dei test Invalsi - che è soltanto una piccola cosa rispetto ad altre plateali disapplicazioni - si è verificata! Quindi, nella interpellanza si chiede se, in presenza di questo accadimento, ci siano state pressioni da parte del Governo - sicuramente dalla CGIL - e da alcune parti politiche per evitare l'applicazione di provvedimenti che sono necessari ed indispensabili, in quanto servono a ripristinare uno Stato di diritto e una regolarità di vita scolastica proprio nel momento della conclusione della scuola.
Potrei aggiungere altre considerazioni. In Emilia Romagna, da richieste che ho fatto agli ex provveditorati agli studi e alla direzione scolastica regionale, risulta che soltanto il 20 per cento degli istituti scolastici ha ricordato la Giornata della memoria, che, per legge dello Stato, tutte le scuole hanno l'obbligo di ricordare. Giustamente viene ricordato il 25 aprile, ma si dimenticano di citare particolari circostanze: mi riferisco alla violenza del dopoguerra dal 1945 al 1948 (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).
Se questa non è una presenza politica nella scuola emiliano romagnola, che tende a definire i contorni, non dico di un regime, ma di una situazione particolare, che prescinde totalmente dal Governo, dalla legge e dalla libertà, ditemi voi che cos'è! Questi che ho citato sono fatti, testimonianze di cui le autorità scolastiche sono in possesso e sulle quali chiedo al Governo una risposta precisa, non opinioni! Questa è la fine di una lunga catena di omissioni ed interferenze!
Credo che questa mia interpellanza, al di là del tono del sottoscritto particolarmente teso - ma perché è tesa la situazione della scuola dell'Emilia Romagna -, denoti semplicemente una richiesta di chiarezza, di omogeneità nell'applicazione della legge in tutte le regioni d'Italia. Credo che questo sia un dovere di un Governo, a prescindere dalla sua colorazione politica!
Diamo atto al ministro Moratti che ha saputo interloquire, evitando di inasprire certe situazioni - per le quali pure chi vi parla la invitava ad intervenire - , per un senso di equilibrio che caratterizzava la sua presenza nella scuola e per non destabilizzare ulteriormente una situazione molto compromessa per effetto - ripeto - di una politicizzazione e di una esasperazione della lotta politica che non si è mai vista in questi anni e che rimane fortissima nella scuola (come pure, in parte, nella magistratura).
Di fronte a un evento del genere, credo che un Governo che si rispetti debba applicare la legge, sanzionare quei dirigenti che l'hanno violata, se del caso inviare ispettori e non farsi condizionare dalla espressione politica che è alla base della sua presenza; altrimenti, lo Stato di diritto verrebbe meno e si giustificherebbero atti di disobbedienza civile, che in questo e in altri casi sarebbero più che mai giustificati.
Qui si violano le coscienze dei bambini - bambini dai sei ai dieci anni - , che arrivano a casa con la protesta già scritta (sono 800! Gran parte l'avranno sottoscritta volentieri, ma non so con quanta consapevolezza siano arrivati a casa bambini di sei o sette anni!)! Quando si viola questa libertà e il ruolo della famiglia, in nome dell'ideologia, in nome della definizione prestabilita di un atteggiamento, cari colleghi, qui non viviamo più nello stesso concetto di democrazia (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e dell'UDC (Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro - Congratulazioni)!

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al rappresentante del Governo, debbo scusarmi con l'Assemblea perché ho dato un'informazione non precisa: la Conferenza dei presidenti di gruppo è convocata per giovedì prossimo, alle ore 17, e non al mattino come avevo comunicato in precedenza.
Il viceministro per l'istruzione, Mariangela Bastico, ha facoltà di rispondere all'interpellanza Garagnani n. 2-00008 ed all'interrogazione Zanotti n. 3-00028.

MARIANGELA BASTICO, Viceministro dell'istruzione. Signor Presidente, auspico di rispondere in modo chiaro - come richiesto dalle interroganti e dall'interpellante onorevole Garagnani, e con toni di maggiore moderazione rispetto al consigliere Garagnani -, nel merito, rispetto ...

CESARE CAMPA. È deputato, non è più consigliere!

ELIO VITO. Non è più consigliere!

MARIANGELA BASTICO, Viceministro dell'istruzione. ...alle prove Invalsi presso l'Istituto comprensivo n. 8 di Bologna.
La somministrazione delle prove Invalsi trova la sua fonte normativa nella legge n. 53 del 2003, recante delega al Governo per la definizione delle norme generali sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, e nel decreto legislativo n. 286 del 2004.
Dico subito all'onorevole Garagnani che le direttive n. 52 del 12 luglio 2004 e n. 49 del 6 maggio 2005, emanate dal ministro Moratti ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del suddetto decreto legislativo n. 286, rispettivamente per l'anno scolastico 2004 2005 e per quello successivo, hanno conferito progressivamente obbligatorietà alla valutazione per il primo ciclo di istruzione. Quindi, al primo quesito (se fossero obbligatorie) rispondo che hanno conseguito progressivamente obbligatorietà; ciò in relazione alla prescrittività delle indicazioni nazionali riguardanti la riforma del primo ciclo, che deriva dagli articoli 13 e 14 del decreto legislativo n. 59 del 19 febbraio 2004 (recante, appunto, le disposizioni relative al primo ciclo). Le direttive medesime hanno mantenuto, invece, volontaria l'adesione delle istituzioni scolastiche degli altri ordini e gradi di scuola, in quanto era ancora in corso l'iter di emanazione dei provvedimenti delegati riguardanti il secondo ciclo di istruzione.
La somministrazione delle prove per ciascun ciclo scolastico è stata prevista, contestualmente in tutto il territorio nazionale, in un unico periodo, che è stato individuato, per l'anno scolastico 2005-2006, nei giorni 29 e 30 novembre e 1o dicembre 2005. Così è accaduto anche in Emilia Romagna su disposizione della direzione scolastica regionale, che ha emanato una propria circolare di riferimento.
Per quanto riguarda l'Istituto comprensivo n. 8 di Bologna, il competente dirigente generale dell'ufficio scolastico regionale per l'Emilia Romagna ha riferito - questi sono i dati che mi sono stati trasmessi dalla dottoressa Stellacci - che presso l'Istituto, in data 6 ottobre 2005, si è svolta una seduta del collegio dei docenti. In tale consesso, alcuni insegnanti hanno discusso sulla validità delle prove Invalsi, invocando a sostegno della tesi della non obbligatorietà delle prove, il carattere non definitivo delle indicazioni nazionali, nonché i principi della libertà di insegnamento e dell'autonomia scolastica. Veniva, quindi, messa ai voti una delibera di non somministrazione delle prove, che veniva dichiarata approvata.
Con nota n. 100 del 6 dicembre 2005, la dirigente scolastica, in occasione di specifica rilevazione regionale sull'andamento della somministrazione - come vede, onorevole Garagnani, si procede, in Emilia Romagna, a tutti gli atti di verifica e di controllo rientranti negli adempimenti degli uffici dello Stato, nel pieno rispetto delle leggi -, comunicava al dirigente del Centro servizi amministrativi di Bologna ed alla direzione regionale per l'Emilia Romagna la non effettuazione delle prove Invalsi nei due plessi della scuola primaria, nonché nella scuola di primo grado Carracci.
Successivamente, il dirigente del Centro servizi amministrativi di Bologna interveniva, riaffermando l'obbligatorietà di tali prove ed invitando la dirigente scolastica a fornire un calendario suppletivo per la somministrazione delle prove stesse. Con una nota dell'11 gennaio 2006, la dirigente in questione comunicava al Centro servizi amministrativi di Bologna l'intervenuta somministrazione delle prove secondo un calendario ad hoc predisposto ed a seguito dell'emanazione di appositi ordini di servizio nominativi, così come richiesto dal medesimo dirigente del centro (come vede, onorevole Garagnani, si procede nel rispetto delle leggi). Le prove si sono tenute nelle giornate dell'11, 12 e 13 gennaio, dopo il rientro dalle vacanze natalizie.
La direzione scolastica regionale contestava alla dirigente scolastica inottemperanze ai doveri istituzionali, in quanto sulla medesima incombeva l'obbligo di osservare e di far osservare la normativa vigente; l'ufficio scolastico regionale aveva ritenuto che la medesima si fosse limitata ad una passiva presa d'atto della situazione.
Viceversa - e qui trova spazio la ricostruzione dei fatti, che le voglio illustrare, in base alla quale molte delle sue affermazioni non sono effettivamente rispondenti all'andamento degli eventi -, la dirigente scolastica, nella seduta del 6 ottobre 2005, aveva espresso a verbale le seguenti dichiarazioni, con le quali si dissociava, apertamente e formalmente, dalle posizioni tenute in sede di collegio dei docenti.
Le leggerò una parte del verbale, onorevole Garagnani, che posso successivamente consegnarle: «(...) La dirigente pur prendendo atto della posizione espressa dal collegio, dichiara che sul tema prove Invalsi, non è prevista nessuna delibera di adesione e che procederà all'attivazione di tutte le procedure, perché le prove dovranno comunque essere effettuate (...)».
Vede, se vi fosse stato un dialogo più diretto tra la direzione scolastica regionale e la direzione dello specifico Istituto comprensivo, probabilmente tale passaggio e questa verbalizzazione avrebbero evitato una lunga e complicata procedura di contenzioso (che, peraltro, ha trovato molto spazio anche presso l'opinione pubblica) che si è rivelata, nei fatti, assolutamente inutile; tanto è vero che sono in possesso del provvedimento di archiviazione da parte del direttore dell'ufficio scolastico regionale.
La dirigenza di tale ufficio, infatti, ha disposto che il procedimento di accertamento di responsabilità dirigenziale, avviato, con nota di contestazione protocollo n. 69 del 23 marzo 2006, a carico della dirigente scolastica professoressa Giuliana Balboni, è, con il presente atto, archiviato (e questo che le mostro è il dispositivo di archiviazione).
Ciò perché proprio la dissociazione rispetto alle posizioni assunte dal collegio dei docenti, contenuta nel verbale che le ho letto, è stata ribadita e confermata dalla dirigente in questione nel corso di un incontro svoltosi presso la direzione scolastica regionale in data 27 aprile 2006. Come può constatare, onorevole Garagnani, il verbale risaliva invece al 6 ottobre 2005: un dialogo maggiore sarebbe stato davvero proficuo!
Alla luce di quest'ultimo accertamento, il dirigente dell'ufficio scolastico regionale ha archiviato - le ho già letto il testo del provvedimento - il procedimento a carico della dirigente dell'Istituto comprensivo n. 8 di Bologna, attivato sulla base di presupposti non aderenti al reale svolgimento dei fatti. Il Ministero non ha sollevato alcuna obiezione in ordine alle determinazioni assunte dalla direzione scolastica regionale.
Questa è la ricostruzione dei fatti. Vorrei concludere, tuttavia, formulando alcune osservazioni inerenti al merito della questione, con riferimento in primo luogo alle prove Invalsi.
Voglio comunicare a lei, onorevole Garagnani, nonché all'onorevole Zanotti ed alle altre deputate interroganti, che il Ministero ha già avviato un processo di revisione in materia di rilevazione dei livelli di apprendimento, al fine di ricercare, rispetto alla situazione attuale, congruità ed efficacia dei contenuti delle prove somministrate e dei tempi della loro erogazione. Ciò per rendere la rilevazione stessa funzionale sia alla programmazione degli interventi formativi delle scuole, sia alla verifica ed alla ridefinizione degli obiettivi generali del sistema dell'istruzione.
Ciò per quanto concerne le prove Invalsi. Vorrei comunque svolgere, onorevole Garagnani, altre rapidissime osservazioni di merito. Lei ha descritto la realtà dell'Emilia Romagna in modo assolutamente non conforme né allo stato dei fatti, né all'opinione di tutti coloro che operano nelle istituzioni, nelle associazioni e nell'ambito del sistema scolastico di detta regione.
Ebbene, quanto lei ha affermato non è pertinente, e lei sa bene che, nonostante il notevole lavoro da lei compiuto per evidenziare le illegalità commesse in Emilia-Romagna, mai queste sono state rilevate dagli organi competenti; inoltre, né negli atti legislativi, né tanto meno nei provvedimenti normativi della regione Emilia Romagna è stato riscontrato, da parte degli organi competenti, un inadempimento della normativa nazionale (ad esempio, per quanto concerne gli atti legislativi, mi riferisco all'attività della Corte costituzionale).
Da ultimo, vorrei sottolineare un aspetto che ritengo importante. Nell'applicazione di riforme così complesse, aventi ad oggetto sistemi scolastici delicati (quali l'istruzione e la formazione) che attengono ai processi educativi dei ragazzi e delle persone, credo che la scelta di operare attraverso i procedimenti disciplinari, determinando un contenzioso, non sia una modalità in grado di conseguire risultati positivi. Per mettere in atto le riforme (qualunque esse siano), a mio avviso, occorrono infatti tempo, dialogo, costruzione e convincimento: ciò non è stato realizzato in modo adeguato, ed i fatti stessi lo dimostrano!
Onorevole Garagnani, lei ha citato la sperimentazione nell'ambito delle scuole superiori. Vorrei ricordare che si trattava di una sperimentazione su base del tutto volontaria: pertanto, chi voleva applicarla poteva farlo, mentre chi non la desiderava era legittimato a non attuarla.
Ebbene, in tutt'Italia - in tutt'Italia! -, 54 su quasi 2 mila istituti di istruzione superiore coinvolti in tale ambito avevano proposto una sperimentazione - peraltro tutta ricollocabile entro l'autonomia scolastica - il 15 per cento -, quindi non anticipatoria rispetto all'impianto della riforma della scuola superiore e - consideri tale aspetto, onorevole Garagnani - talmente inefficace e poco applicata, che, proprio per raggiungere una omogeneità di funzionamento per tutto il nostro sistema dell'istruzione, il ministro Fioroni ha ritenuto di procedere alla sua sospensione.
Quindi, onorevole Garagnani, può constatare che anche l'atteggiamento - responsabile - che la regione Emilia Romagna aveva proposto nel non «forzare la mano» sulla riforma della scuola superiore era giusto, coerente e rispondente con il sentire delle istituzioni scolastiche, delle famiglie e dei ragazzi (Applausi dei deputati del gruppo de L'Ulivo).

KATIA ZANOTTI. Brava!

PRESIDENTE. Il deputato Garagnani ha facoltà di replicare.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, ovviamente mi dichiaro totalmente insoddisfatto della risposta, per una serie di valutazioni. Inizio dall'ultima affermazione del viceministro Bastico, sulle sperimentazioni: vi è modo e modo di affrontare la riforma della scuola! Quando, chi ha responsabilità direzionali della scuola, a livello di assessorato regionale o provinciale, invita esplicitamente a boicottare la riforma è chiaro che, a mio modo di vedere, il medesimo dimostra scarso senso delle istituzioni. La riforma può piacere o no, ma ritengo che, anche se quest'ultima non provenga dalla stessa forza politica alla quale appartiene un dato dirigente politico delle istituzioni, è evidente che la posizione di detto dirigente - di un assessore, regionale, provinciale o comunale che sia - è diversa da quella di un coordinatore di partito, perché il primo si deve far carico dell'intera esigenza della popolazione scolastica, di un equilibrio che compete a quel medesimo esponente - a quel medesimo assessore - e che egli deve, appunto, garantire in nome e per conto della collettività.
Secondo aspetto: ho parlato anch'io con vari esponenti della scuola, a livello dirigenziale, che vivono o hanno vissuto questa ed altre vicende. Dalle parole del viceministro non ho ascoltato smentite significative in merito, ma soprattutto riconfermo quanto detto: avendo parlato anch'io con la direzione scolastica regionale, so benissimo che il caso della ricordata dirigente non è l'unico; ve ne sono stati altri.
Signor viceministro, lei è sicuramente più importante del sottoscritto: è riuscita ad avere gli atti che io ho richiesto dieci volte - dieci volte! -, ricevendo una risposta insulsa e veramente ridicola dell'ufficio contenzioso, che mi aveva chiesto in base a quale interesse avessi fatto tale domanda. Risposi che, quale parlamentare, sono portatore di un interesse generale alla tutela della legalità e della correttezza amministrativa che, nel caso in questione, ritengo violata e reputo pertanto mio dovere istituzionale far rispettare la legge ovunque essa sia violata. Aggiungo che ho fondati elementi per ritenere che la negazione al sottoscritto dell'accesso agli atti derivi dal timore di un determinato funzionario di avere possibili sanzioni, o guai, nel caso avesse dato al sottoscritto la possibilità di verificare gli atti stessi che - lo ripeto - mi competono. È inammissibile che l'ufficio scolastico regionale del Ministero della pubblica istruzione dell'Emilia Romagna mi chieda in base a quale titolo domandi di verificare gli atti! Lei, signor viceministro, li ha avuti. Io non li ho avuti. Eppure, siamo solo stesso piano, perché, quale parlamentare, ho diritto di verificare ciò che avviene nella mia regione, sulla base di atti di sindacato ispettivo che ho presentato al Governo. Dunque, chiedo perché il Governo ha potuto verificare gli atti ed il sottoscritto no. A questo punto denunzierò il responsabile per omissione d'atti d'ufficio, ed intendo farlo anche nei confronti della dirigente scolastica succitata, perché non si tratta, invero, di caso singolo e credo occorra riflettere a lungo su un'interpretazione ed applicazione della legge che non può essere accettata: non vi sono sinecure, non vi sono zone di privilegio!
Signor viceministro, al termine della mia replica le consegnerò la documentazione in mio possesso; credo, onorevoli colleghi, signor Presidente, che sia un problema di dignità di ognuno di noi parlamentari, il vedersi negato l'accesso ad atti pubblici - ed, in merito, non vi è alcun'esigenza di tutela della privacy, in quanto le due interpellanze presentate fanno riferimento, con nome, cognome e fatti circostanziati, ad episodi verificatisi a Bologna. Non posso pertanto essere inibito dal conoscere gli atti relativi!
Il viceministro Bastico era a conoscenza di atti che al sottoscritto sono stati negati e sono stati soltanto citati in un certo modo, peraltro confermando la mia versione. Arrivo anche a dire che ho ricevuto pressioni discrete dagli uffici scolastici e regionali a lasciar perdere, alla luce del particolare clima politico che sta caratterizzando la situazione politica italiana. Ora, presentando l'interpellanza, io non m'illudevo certo di un possibile accoglimento della medesima (non era un processo alle intenzioni) ma, stante la politicizzazione esasperata che caratterizza la scuola, non m'illudevo...

KATIA ZANOTTI. Tua no...!

FABIO GARAGNANI. ...non m'illudevo di questo! Intendo riaffermare un principio di diritto: il principio che un parlamentare ha il diritto di chiedere il rispetto della legge e ha il diritto di denunciare violazioni della stessa, quando funzionari dello Stato, tenuti verso quest'ultimo ad un obbligo di lealtà e di correttezza - non dimentichiamoci mai questo - vìolano, in un modo o nell'altro, tranquillamente, le disposizioni che sono tenuti ad applicare. Perché di questo si tratta! Questo è valso, a suo tempo, per il tempo pieno; è valso, in genere, per tutta una serie di provvedimenti conseguenti alla riforma della scuola secondaria superiore che, o sono stati applicati parzialmente o sono stati disapplicati. Allora, un Governo serio, di fronte a queste cose, fino a che la legge è in vigore, deve assumersi le proprie responsabilità e non rispondere con affermazioni scarsamente plausibili, me lo consenta, onorevole Bastico - come lei ha fatto in questa sede dicendo: «io mi rendo conto di tutta una pressione politica, della CGIL scuola, degli insegnanti, dei no global, di tutti coloro che si stanno muovendo da anni nella nostra realtà...». Tali pressioni probabilmente condizionano e hanno condizionato il suo operato, come pure quello di molti dirigenti dello Stato, i quali temono quelle che vengono dal sindacato o da determinati partiti politici, soprattutto in Emilia Romagna.
Basta ricordare - per inciso - com'è stato celebrato il 2 giugno: in un modo vergognoso, la festa della Repubblica con due parlamentari di provenienza comunista, attualmente ex-diessina, e nessun parlamentare del centrodestra, con la connivenza, in questo caso, anche della prefettura della Repubblica. Così dico chiaramente quel che penso!

DONATA LENZI. C'era Luigi Preti!

FABIO GARAGNANI. Questo è un indice di questa situazione! Allora, tornando al caso in questione, qui si tratta di circoscriverlo ad alcuni dati di fatto. Ci sarebbe anche da verificare il caso - mi sono segnato quello che ha detto l'onorevole Bastico a proposito del collegio dei docenti e della direzione scolastica regionale - della non somministrazione delle prove. Sono convinto che le affermazioni fatte in questa sede dal viceministro Bastico (mi confondo perché siano stati entrambi in regione, io ero all'opposizione ed il viceministro era assessore, allora) non sono le stesse che la dirigente del Circolo 8 di Bologna ha reso esattamente a Il Resto del Carlino e a La Repubblica. Allora c'è una divergenza di fondo: il viceministro in questa sede ha dato una versione che non corrisponde a quella data dalla dirigente scolastica e a quella data dalla CGIL scuola, alla quale appartiene quella dirigente. La CGIL scuola (l'ho detto all'inizio, lo ribadisco adesso) ha detto che si è scelta la linea della sanzione perché quella funzionaria dello Stato aveva scelto di non applicare la legge Moratti. Parole testuali, che sono apparse su tutti quotidiani! Chiedo pertanto un momento di ripensamento al Governo: qual è la ragione di questa discrasia? Perché tutti i quotidiani locali hanno dato un'interpretazione diversa da quella del viceministro? Perché la stessa dirigente in questione ha dato un'interpretazione diversa e non ha parlato di suoi atteggiamenti di differenziazione rispetto al collegio dei docenti? Io non faccio processi alle intenzioni - perché credo che sia la realtà - ritengo che ci sia stata una vicenda ulteriore e che ha modificato i contenuti di quella querelle, presentando in questa sede un aspetto edulcorato di una vicenda che invece doveva essere affrontata e sanzionata in termini duri e di rispetto della legge. Soltanto se si ha rispetto della legge, avremo veramente il rispetto dei nostri concittadini e favoriremo quel legittimo pluralismo e quel concetto di democrazia che tutti diciamo di condividere.
Questa è la ragione per la quale - signor Presidente, signor viceministro - mi dichiaro totalmente insoddisfatto della risposta fornita dal Governo, ribadendo che, per quanto mi riguarda, la vicenda non si conclude qui, in quanto i contorni oscuri c'erano, permangono e sono stati ulteriormente aggravati dalla risposta resa in questa sede.

PRESIDENTE. L'onorevole Zanotti ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-00028.

KATIA ZANOTTI. Signor Presidente, l'onorevole Garagnani si conferma sempre per la sua faziosità. Il viceministro Bastico, tuttavia, ha smentito tutti gli elementi contenuti nell'interpellanza del collega Garagnani.
D'altra parte, il balbettio emerso nella replica dell'interpellante dimostra che lei, onorevole Garagnani, ha dovuto prendere atto...

FABIO GARAGNANI. Non mi pare di aver balbettato!

KATIA ZANOTTI. Lei ha balbettato, perché ha parlato solo del fatto che le hanno negato la possibilità di disporre degli atti di un'inchiesta amministrativa, peraltro ancora in corso. Dunque, sussistevano tutti gli elementi per la tutela della privacy. Ma non voglio dialogare con lei, onorevole Garagnani, in quanto ciò risulta impossibile, vista la sua faziosità!

SIMONE BALDELLI. Risponda al Governo!

FABIO GARAGNANI. Lei ha il monopolio della verità!

KATIA ZANOTTI. A questo punto, vorrei sottolineare - mi rivolgo in primo luogo al viceministro Bastico - che mi dichiaro completamente soddisfatta della risposta fornita per la ricostruzione lineare della vicenda che dà atto di un comportamento della dirigente scolastica, Balboni, assolutamente lineare. Altro che cose oscure da svelare - il peso della CGIL e i no global -, in quanto non si sa cosa ci sia dietro!
Ritengo che la dirigente scolastica abbia avuto il merito di aver tentato di evitare strumenti di carattere gerarchico, o addirittura coercitivo, per imporre lo svolgimento dei test Invalsi, peraltro - come ricordato dal viceministro - progressivamente resi obbligatori nella scuola primaria. Do atto alla dirigente Balboni di aver deciso che la scuola non si può governare con provvedimenti coercitivi, in quanto dovrebbe essere luogo di condivisione, di intenti, di proposte. La dirigente ha deciso di non eseguire un ordine impartito in via gerarchica, scegliendo la via della relazione con il collegio dei docenti che si era espresso in merito, insieme a numerosi genitori che non erano stati assoldati per andare contro - come afferma lei, onorevole Garagnani -, ma che erano scesi in piazza autonomamente, in Emilia Romagna, tante volte contro la legge Moratti. Si tratta di genitori attenti ai livelli ed alla qualità educativa dei loro figli, onorevole Garagnani!
Sta di fatto che poi, la dottoressa Balboni, ha provveduto attraverso 39 ordini di servizio e i test Invalsi sono stati eseguiti l'11, il 12 e il 13 gennaio, dopo le vacanze natalizie.
Ritengo che la chiusura di questa inchiesta costituisca un segnale molto importante, in quanto fuga l'idea che, dietro questa inchiesta, vi fosse una contestazione per riportare all'ordine, all'obbedienza, ogni espressione di dissenso e di rispetto del pensiero delle persone nei confronti dei provvedimenti assunti dall'ex ministro Moratti.
Peraltro, sono ulteriormente soddisfatta, in quanto dalla risposta del Governo ho appreso la messa in discussione dello strumento dei test Invalsi.
Si è discusso, ci sono ampie pagine di discussione circa la scientificità di questo strumento.
Credo soprattutto che, opportunamente e legittimamente, docenti e genitori si chiedessero se fossero queste le modalità più opportune di controllo della qualità educativa e formativa e dei loro figli.
Penso che dietro a questa vicenda, onorevole Garagnani, ci sia un problema di principio molto importante, che riguarda l'articolo 33 della Costituzione, riferito esattamente alla libertà di insegnamento e all'autonomia della scuola, nella costruzione di percorsi condivisi.
Penso in realtà che il rischio (che è stato anche rappresentato in fase di discussione sui test Invalsi durante il Governo di centrodestra del ministro Moratti), fosse esattamente questo: che essi potessero persino servire per dare un giudizio sull'operato degli insegnanti.
Considero che la vicenda si sia concluso nel modo giusto, riconoscendo ad essa un percorso lineare. Credo di dover dare atto in quest'aula alla dirigente Balboni che, in una vicenda complicata, ha prodotto un esito di assoluta linearità, confermato appunto dalla chiusura dell'inchiesta.
Concludo dicendo che sulle vicende della scuola emiliana anch'io, onorevole Garagnani, voglio evidenziare alcuni dati di «illegalità», così come lei l'ha chiamata. Le cito i miei dati di illegalità. Essi consistono nei 2526 bambini in lista di attesa nella scuola materna; sono le 64 sezioni di scuola materna che dopo la Moratti erogano la metà del servizio, con il servizio orario ridotto; sono le 80 classi a tempo pieno in meno. Grazie ai provvedimenti della legge Moratti, 64 di queste classi sono solo a Bologna. Sono esattamente 127 le classi della scuola secondaria scoperte...

CESARE CAMPA. Sono dati che deve citare il Governo!

PRESIDENTE. Onorevole Zanotti, concluda.

KATIA ZANOTTI. Concludo, Presidente. Volevo dire che, a proposito, di illegalità, io penso che la legge Moratti ha, come si dice, mandato in piazza molte persone, ma le ragioni che hanno portato in piazza queste persone sono spiegate anche dai numeri che io ho cercato di dire con il poco tempo a disposizione a conclusione del mio intervento. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per un richiamo al regolamento l'onorevole Baldelli. Su quale articolo, onorevole Baldelli?

SIMONE BALDELLI. Sugli articoli 8 e 59.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SIMONE BALDELLI. Signor Presidente, mi riferisco al suo dovere di condurre la seduta in maniera da evitare che accadano fatti quali quelli ora accaduti. Non entro nel merito della discussione, che pure c'è stata, riguardo gli interventi dell'onorevole Bondi e dell'onorevole Cicchitto. La discussione è agli atti, è rappresentata attraverso gli strumenti scelti dal Parlamento per la propria pubblicità dei lavori. Mi permetta però, Presidente, da giovane deputato, parlamentare alla prima legislatura, di esprimere la mia sorpresa per il clima con cui si svolgono certe discussioni, e anche per il tono (mi permettano i membri del Governo) con il quale i membri del Governo si rivolgono ai deputati che svolgono le interpellanze e le interrogazioni. Presidente, quando il deputato Garagnani stava illustrando la sua interrogazione, ed è stato interrotto dalla collega dell'opposizione, lei ha richiamato il deputato Garagnani e non chi lo ha interrotto.

KATIA ZANOTTI. Siamo della maggioranza e non dell'opposizione!

LUCA VOLONTÈ. E allora?

SIMONE BALDELLI. Sì, è vero, io faccio sempre appello alla maggioranza del paese. È vero, siete la maggioranza parlamentare. Sembra curioso, Presidente, che, per l'appunto, quando un deputato dell'opposizione interpella il Governo su un argomento e viene interrotto da un deputato della maggioranza parlamentare, la Presidenza della Camera, anziché richiamare il collega che disturba l'intervento dell'onorevole interpellante, richiami appunto l'interpellante. Quindi, su questo aspetto, Presidente, la invito, senza polemica alcuna, a mantenere un maggiore equilibrio, perché i diritti dell'opposizione...

GABRIELE FRIGATO. Complimenti!

SIMONE BALDELLI. ...grazie collega... perché i diritti dell'opposizione sono il sale della democrazia. La carica che lei ricopre, Presidente, le impone questo ruolo. Quindi, Presidente, la invito ad attenersi maggiormente al rispetto delle prerogative dei deputati dell'opposizione, e spero quindi che episodi del genere non accadano in seguito. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Baldelli, non posso accettare questo rilievo. Credo di essere stato assolutamente tollerante con gli interventi dell'opposizione.

SIMONE BALDELLI. Ha richiamato l'onorevole Garagnani!

PRESIDENTE. L'articolo 59, come lei sa, stabilisce che quando «un deputato pronunzia parole sconvenienti oppure turba col suo contegno la libertà delle discussioni o l'ordine della seduta, il Presidente lo richiama (...)».

SIMONE BALDELLI. L'ho letto, lo legga anche lei, Presidente!

GABRIELE FRIGATO. Rispetta il Presidente, Baldelli!

SIMONE BALDELLI. Stava parlando l'onorevole Garagnani.

PRESIDENTE. Ebbene, ho richiamato l'onorevole Garagnani perché mi sembrava che il tono del suo intervento meritasse questo richiamo.

SIMONE BALDELLI. È stato interrotto lui!

GABRIELE FRIGATO. Prendetevi delle vacanze!

Mercoledì 31 maggio 2006 ore 20,30

LE RISORSE DELL’AUTONOMIA SCOLASTICA

Dibattito pubblico promosso da:
Consiglio d’Istituto dell’I.C. 8

Sala della Cappella Farnese
Residenza municipale, Palazzo D’Accursio
Piazza Maggiore 6, Bologna
ore 20,30

Volantino Invito

http://www.dsbologna.it/

DS Bologna in Parlamento
QUESTIONARI DI LIBERTÀ
Test Invalsi: deputati e senatori dell'Ulivo contro il provvedimento disciplinare a carico di una dirigente scolastica bolognese che non ne ha imposto la compilazione

Due interrogazioni al Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni in difesa della Dirigente dell'Istituto Comprensivo 8 di Bologna Giuliana Balboni, alla quale l'Ufficio Scolastico emiliano-romagnolo vorrebbe revocare l'incarico per "gravi responsabilità dirigenziali". La sua sola colpa sarebbe quella di non essersi opposta, lo scorso ottobre, al rifiuto di somministrare i test preparati dall'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) manifestato dagli insegnanti dell'istituto. Distribuiti per verificare l'attuale situazione dell'insegnamento e dell'apprendimento in Italia, i questionari, oltre a non dover essere obbligatoriamente compilati, non avrebbero restituito, a loro avviso, una corretta e piena rappresentazione di quanto realmente avviene nelle nostre classi.
Quello che le deputate dell'Ulivo Donata Lenzi e Katia Zanotti ritengono inaccettabile sono il "mancato riconoscimento", da parte dell'Ufficio regionale, "dell'autonomia delle Istituzioni scolastiche" e "del principio di gestione democratica e partecipata della scuola", il "mancato rispetto del principio costituzionale della libertà di insegnamento" e il tentativo di imporre "l'applicazione non condivisa di disposizioni non suffragate dalla legislazione in vigore". L'azione disciplinare avviata – senza motivo, oltretutto, dopo la somministrazione (a gennaio) delle prove Invalsi – rischia di sembrare "un'intimidazione politica nei confronti delle scuole e del personale che hanno manifestato apertamente le loro critiche" alla riforma Moratti. Perciò le due parlamentari hanno chiesto al ministro di fare chiarezza su un comportamento, quello appunto della Direzione scolastica, che "ha creato un clima di tensione all'interno della scuola bolognese", caratterizzata da una decennale "collaborazione" fra le sue "diverse componenti". Un analogo richiamo all'autonomia della Scuola e alla libertà d'insegnamento è contenuto nell'altra interrogazione, presentata a Palazzo Madama, sempre giovedì 18 maggio, da Albertina Soliani (Margherita) e Walter Vitali (DS). I due senatori – sottolineando, nello specifico, la necessità di riconoscere la "responsabilità professionale" della dirigente coinvolta – hanno inoltre chiesto all'esponente del nuovo governo di centro sinistra se e come "intenda rinnovare", in profondità, "il sistema della valutazione scolastica".
E al fianco di Giuliana Balboni si sono schierati – attraverso una nota diffusa dai capigruppo Massimo Gnudi (DS), Plinio Lenzi (Italia dei Valori), Sergio Spina (Rifondazione Comunista), Giovanni Venturi (Comunisti Italiani) e Gabriele Zaniboni (Margherita) – anche i partiti dell'Unione che siedono nel Consiglio provinciale di Bologna: essi ritengono "sproporzionata" la "constatazione formale", e ancora più grave l'ipotesi di "risoluzione del contratto". Non è "con gli strumenti delle circolari e dei provvedimenti disciplinari", spiegano poi, che si consolida "una scuola pubblica di qualità".

http://www.retescuole.net/

bologna , 25/05/2006
INVALSI: collegi bolognesi solidali con la dirigente manacciata dalla Stellacci

di Mirco Pieralisi

Questa è la delibera che il nostro collegio (X° Circolo di Bologna) e quello del X° I.C., della nostra stessa zona, hanno adottato pressochè all'unanimità in seguito all'avvio di un procedimento scolastico contro la Dirigente Scolastica dell'VIII° Ist., il cui collegio dei docenti aveva deciso di non somministrare le prove INVALSI. Sulla vicenda sono state presentate nei giorni scorsi anche due interpellanza parlamentari
Il Collegio docenti

venuto a conoscenza

del procedimento disciplinare avviato dalla Direttrice scolastica dell’Emilia Romagna dott.ssa Stellacci nei confronti della dott.ssa Giuliana Balboni, D.S. dell’Istituto Comprensivo 8 di Bologna, accusata di
- avere permesso al Collegio docenti di deliberare di non somministrare le prove INVALSI,
- di essersi limitata a prendere atto della delibera del Collegio informandone gli organi superiori senza censurare i comportamenti dei docenti in via disciplinare
e per tali azioni minacciata della revoca dell’incarico dirigenziale, nonostante le prove siano poi state somministrate, nel mese di gennaio, in seguito ad ordini di servizio impartiti dalla dirigente stessa su richiesta del dirigente del CSA di Bologna

esprime la propria solidarietà alla Dirigente Scolastica Giuliana Balboni

in quanto ritiene che, in presenza di norme contraddittorie concernenti le competenze degli OO.CC. e le competenze del D.S., il ruolo del D.S. non può essere quello autoritario di imposizione di direttive ministeriali sulla cui opportunità e legittimità, come nel caso delle prove INVALSI, sussistono profondi dubbi espressi e ribaditi da centinaia di mozioni presentate da Collegi docenti in tutta Italia, ma quello di ricercare e contribuire a creare una condivisione di intenti, unica premessa per continuare ad assicurare quella democraticità che deve caratterizzare la scuola della
Repubblica.
Nel procedimento avviato contro la dott.ssa Balboni il Collegio docenti

ravvisa un preoccupante attacco

- all’autonomia delle Istituzioni Scolastiche
- al principio di gestione democratica e partecipata della scuola sancito dal Testo Unico 297/94
- al rispetto del principio costituzionale della libertà di insegnamento.

http://www.senato.it/

Atto n. 4-00013

Pubblicato il 18 maggio 2006
Seduta n. 4

SOLIANI , VITALI - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Premesso che:

la stampa ha dato notizia (“La Repubblica”, 12 maggio 2006) che l’Ufficio scolastico regionale dell'Emilia Romagna ha messo sotto accusa per “gravi responsabilità dirigenziali” la dirigente scolastica, Giuliana Balboni, dell’Istituto Comprensivo Otto di Bologna, in relazione alla somministrazione delle prove cosiddette “Invalsi”, test di valutazione degli insegnamenti;

in realtà, a fronte del rifiuto, deliberato il 6 novembre 2005 dal Collegio dei docenti del suddetto Istituto, relativo alla somministrazione delle prove “Invalsi”, la dirigente scolastica aveva tempestivamente informato dell’accaduto il Centro servizi amministrativi di Bologna;

lo svolgimento dei fatti mette bene in luce: la decisione espressa all’unanimità dal Collegio dei docenti di non procedere alla somministrazione delle prove; l’adesione a questa posizione da parte dei genitori; la trasparenza del comportamento tenuto dalla dirigente scolastica nella ricerca delle procedure più utili al fine di assicurare in questo contesto il “buon governo” della scuola;

le prove sono state comunque svolte nei giorni 11, 12 e 13 gennaio 2006, a seguito dell’emissione di 39 ordini di servizio firmati dalla Preside;

contemporaneamente, l’Ufficio scolastico regionale ha avviato la pratica di “contestazione di specifiche responsabilità dirigenziali” nei confronti della dirigente scolastica, configurando un quadro di “gravi responsabilità dirigenziali”, che a norma dell’articolo 21 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è tale da costituire giustificato motivo di revoca dall’incarico;

l’opinione pubblica ha manifestato sconcerto per l’iniziativa assunta dall’Ufficio scolastico regionale, che ha direttamente turbato la vita scolastica dell’Istituto e la fase conclusiva dell’anno scolastico, mettendo in discussione il profilo professionale di una dirigente scolastica apprezzata ampiamente per la sua capacità di buon governo e di equilibrio;

la libertà di insegnamento e l’autonomia delle istituzioni scolastiche - costituzionalmente protette - richiedono equilibrio e saggezza nell’esercizio delle funzioni dell’Ufficio scolastico regionale ai fini della loro salvaguardia, nel rispetto delle prerogative e per il buon andamento dell’Istituzione stessa,

si chiede di sapere:

in quale modo il Ministro in indirizzo intenda salvaguardare l’autonomia delle istituzioni scolastiche e la libertà di insegnamento, e nella fattispecie la libertà e la responsabilità professionale della dirigente scolastica, Giuliana Balboni;

se, e in quale senso, il Ministro in indirizzo intenda rinnovare profondamente il sistema della valutazione scolastica, anche con riferimento alle cosiddette prove “Invalsi”.

http://www.bolognaeprovincia.com/

LA BOLOGNA CHE VOGLIAMO

La scuola e il regno di Borbone
Una dirigente scolastica di chiara fama e di vasta esperienza, la dottoressa Giuliana Balboni dell’Istituto comprensivo numero otto, quello che ha dentro le Elementari Longhena e le Medie Guinizelli e Carracci, nel territorio del Quartiere Saragozza, è stata duramente redarguita, se non peggio, dalla responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale, dottoressa Stellacci. Quale la sua colpa? Avrebbe impedito la compilazione nelle classi dei questionari Invalsi (Istituto per la valutazione del Sistema scolastico) e, in sostanza sarebbe una boicottatrice della nuova scuola di Berlusca e Letizia, del Cavaliere e della Signora Moratti. Non è così, anzi la dirigente Balboni, con un senso della scuola pubblica che è figlio delle sue idee ma si nutre di rispetto per i bambini, le famiglie e l’Istituzione, ha fatto quello che una buona preside deve fare: ha fatto discutere e partecipare i suoi insegnanti, e successivamente ha avviato l’ottemperanza di quanto obbligano a fare le circolari. Insomma ha dato voce alle scuole e impedito tensioni. E’ un giudizio diffuso, questo che vi riportiamo. Una voce sola tuona contro la Balboni. Quella dell’onorevole Garagnani, il deputato cattolico che ha rovesciato gli stantii insegnamenti cristiani per convertirli nella nuova fresca massima: “Stai con i forti e castiga i deboli”. Insomma, Garagnani auspica che siano spezzate le reni a queste scuole bolognesi e passino i carri armati di cartone della pedagogia di regime. Ma cos’è questo USR, ufficio regionale che, almeno stando a quanto riportano le cronache, dispone, censura, intima? E’ una specie di superprovveditorato agli studi che regna su tutta Regione. Dipenderà dal governo di Errani, penserete voi? No, tutt’altro, è un organo dipendente dal ministero dell’Istruzione e la Regione Emilia-Romagna nulla può nonostante federalismo e devolution. Forse, penserete ancora voi, è meglio così, le scuole devono essere uguali in tutto il territorio nazionale. Ma non è nemmeno così, nei programmi la “controriforma Moratti” largheggia e promette latino in dialetto lumbard e storia della fonduta, ma è nel comando che si tirano le briglie. Insomma mentre si scassa la cultura non si cede un centimetro di potere. Ma, direte ancora voi, Moratti, Berlusconi, Garagnani ma non hanno perso le elezioni? Non è stata sconfitta la Letizia? I suoi funzionari ancora regnano? Come urlerebbe Toto: ”Ma dove siamo, nel Congo belga, o altrove??” No siamo nel regno di Borbone, dello sfacciato autoritarismo privatistico. Lor Signori credono di essere ancora forti e sulla pelle dell’incolpevole Balboni vogliono mettere alla prova l’opinione pubblica e il nuovo quadro politico. Forse converrà accorgersene: esprimere solidarietà alla brava “preside”, difendere l’autonomia delle scuole e capire che non conviene baloccarsi sui dibattiti su cosa salvare dell’opera della Moratti. Di quanto realizzato dall’ex Ministra, ma anche del suo modo di governare , al contrario di quanto si conviene di un noto e nobile amico dell’uomo del quale, com’è noto, “non si butta via niente”, è meglio buttare via tutto. E al più presto.
davideferrari@yahoo.com - www.davideferrari.net

DAVIDE FERRARI



 
 
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